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March 30

la prima presentazione

 
 
LA PRIMA PRESENTAZIONE
 
DOMENICA 22 APRILE 2007
LIBRERIA MONDADORI
TEATRO BISMANTOVA
 
PRESENTAZIONE DE
L'ULTIMA PROFEZIA
ORE 17.00
 
CASTELNOVO NE MONTI
RE
 
March 19

Nasce... il blog di Ancyria!

Il blog di Ancyria, il nuovo nato dalla mano di ANTONIA, assieme al BLOG DEL CAFFE' danno il benvenuto!
 

INTERVISTA SU TUTTOMONTAGNA... E RINGRAZIAMENTI

Sul numero di Aprile 2007 si parla del mio libro e degli amici che mi hanno aiutato a  definirlo.

L’intervista, curata dalla bravissima giornalista  NAZZARENA MILANI, è stata fatta una domenica pomeriggio piovosa, ed ero un pochino emozionata: non capita tutti i giorni apparire su una rivista prestigiosa come TM!

Maggiore è stata la sorpresa quando sono stata contattata per la foto di copertina: il quadretto “piccolo” è meraviglioso e rende bene l’idea.

Colgo l’occasione per ringraziare FRANCESCO FALCONI per la fiducia , l’amicizia e per l’alto onore che mi ha concesso nell’affiancarlo a Bologna, FABIO LABIENI che con i suoi scatti e il suo filmino ci ha donato qualcosa che non è solo un ricordo, MARIO LABIENI per le meravigliose immagini  cha la mente gli propone, e che ci  permette di condividere quotidianamente.

 

 

Credo che sia doveroso inserire qualche altro nome, oltre ai nomi dei ringraziamenti finali di Ultima Profezia.

Era un po’ che ci pensavo, ma  non ho mai trovato il momento giusto per farlo… queste cose vanno meditate, per non dire cose troppo in fretta. Tutti dovreste avere un ringraziamento particolare, da chi ha letto il mio libro trovandolo “bello”,  a chi lo ha letto trovandolo “meno bello”. Purtroppo, per ora, non mi è possibile ringraziare proprio tutti-tutti-tutti, ma comincerò con le persone che mi hanno dato un sostegno forte, reale e concreto:

 

A Luca, per tutto. Non saprei nemmeno da dove cominciare per elencare tutto quello che hai fatto per me.  Non solo hai risvegliato la scrittrice dormiente, e questo era sufficiente, ma mi sei sempre stato vicino con la tua silenziosa presenza.

Ad Antonia, che conosco da così poco tempo ma che mi sembra di conoscere da una vita… Hai fatto più tu per me in questi mesi che persone che conosco da una vita in una vita.

A Gisella, che pur senza conoscere Elaine mi ha stupito mandandomi immagini  del suo volto.

Agli amici, tutti, del caffè grazie per aver creduto in me, in questo libro in questa storia. Grazie per continuare a sperare che uscirà il seguito, grazie per l’appoggio e l’amicizia che mi date ogni giorno.

Agli amici nuovi e a quelli vecchi, grazie di cuore...

E grazie, naturalmente, a Lampo, mamma, papà e nonna Angiolina.

 

February 13

Elaine va a Estasia!

SABATO 3 MARZO 2007 ORE 17.00

Presso la libreria

LIBRINCONTRO

Di Bologna

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

ESTASIA – DANNY MARTINE E LA CORONA INCANTATA

 

di

Francesco Falconi

Ed. Curcio

 

Con la partecipazione dell'illustratore

Mario Labieni

e di

Francesco Masetti

Presidente dell’associazione Aegee

e

Chiara Guidarini (IO!!)

 

 

 

Libreria Librincontro
via san vitale 4 - 40125 BOLOGNA


January 30

Dell'arcimaga Neja...

Neja alzò lo sguardo, piano. Gli occhi viola brillavano alla luce delle candele.

Il suo corpo era stato percorso da un fremito e la mente scossa da una fugace visione. Non era stata in grado di identificarla, e prima ancora che la mente registrasse ciò che il cuore aveva già compreso, stava correndo. Improvvisamente, un lampo trafisse il cielo.

Neja si arrestò di colpo, nell’istante in cui i tizzoni sparsi lungo il corridoio si spensero. Il buio della notte regnava sovrano e le ombre facevano ressa intorno a lei come sfuggevoli fantasmi.  Sentiva la magia trafiggere l’aria come la lama di una spada affilata.

«Modok!» gridò disperatamente, e la sua voce si perse in decine di echi lungo il corridoio deserto.

Nessuna risposta le giunse all’orecchio.

«Modok!» provò ancora, riprendendo a correre, gridando il nome del marito ancora e ancora, lungo l’andito buio, tra le volte intarsiate delle grandi stanze dagli stucchi cangianti.

Il castello sembrava abbandonato, precipitato in una veloce agonia.

La magia si intensificò. Neja la percepì chiaramente. Ma chi mai poteva riuscire a fare una cosa del genere?

Appoggiò la candida mano alla parete, in attesa. Sentiva che si stava avvicinando.

Lei, arcimaga, moglie del re di Nooth, per la prima volta in vita sua non sapeva cosa fare. Rallentò l’andatura, per permettere ai muscoli di rilassarsi e al cuore di riprendere il suo battito regolare. La grande porta intarsiata era sempre più vicina.

Oltre quella porta, invece degli splendidi banchetti che Modok era solito indire, c’era qualcosa di terribile, lei lo sapeva. Lo percepiva.

Con enfasi si aggrappò all’uscio e lo spinse in avanti, e le tenebre l’avvolsero.

 

Sembra di essere in una tomba.

Neja si pentì subito di quell’irrazionale pensiero.

Era in una tomba.

Si guardò attorno con circospezione, e l’ansia si dissolse un istante quando la luce delle finestre rivelò il candido viso che l’osservava con occhi di cristallo.

«Modok!» gridò e, nell’istante in cui si tranquillizzava, in cui capiva che i suoi timori erano infondati, un’ondata di gelo la travolse.

«Modok…» ripeté più lentamente, mentre si avvicinava al marito.

Egli era seduto sul trono, appoggiato all’alto schienale in maniera innaturale,  le mani serrate  sui pomelli a forma di testa di leone. Neja sentiva il cuore battere all’impazzata dentro al petto, e la mente incapace di formulare qualsiasi pensiero razionale.

Solo quando gli fu più vicino, notò il sangue che sgorgava dalle ferite sulle spalle, nelle quali erano conficcati i due piccoli pugnali che lo tenevano inchiodato al seggio.

Sangue rappreso colava dalle labbra asciutte.

Cadde in ginocchio.

«Modok» grido, disperata, «Modok!»

Poi, ancora:«Aiuto!»

Ma nessuno venne ad aiutarla.

Nessuno…

 

«Non mi è mai piaciuto vederti piangere!»

Neja si girò di scatto.

Un’ombra scura, seminascosta tra le tende della grande finestra, l’osservava con impeto.

L’ira prese a pulsarle nelle tempie e le lacrime scomparirono dai suoi occhi con velocità fulminea. Ci sarebbe stato un altro tempo per rimpiangere Modok.

Quella fredda, glaciale, imperiosità che la contraddiceva si fece avanti e, con incedere leggero, si alzò, avvicinandosi all’uomo che attendeva nell’ombra.

I loro sguardi si sostennero. Lui sorrise, parve abbeverarsi dell’espressione che lei aveva dipinta in viso.

«So a cosa stai pensando, mia cara» disse, uscendo dall’ombra, e rivelando il bel viso giovane e curato. I capelli corvini erano sciolti e ricadevano dritti lungo le spalle ampie. «Il regno è nostro, ora!» Le porse la mano e lei scattò indietro, indignata, come se il solo contatto con quell’uomo viscido potesse nuocerle.

«Perché l’hai fatto?» chiese solo. Ma conosceva già la risposta.

Il potere.

Gli uomini si macchiano dei peggiori delitti per avere potere.

L’uomo sorrise.

«Vieni con me, amor mio. Insieme governeremo Ancyria!»

«Sei pazzo!» digrignò tra i denti.

Lui fece cenno di diniego.

«Così non va bene, cara. Devi collaborare. Sennò dovrò punirti!» Con grazia alzò la mano e schioccò le dita. Neja si trovò catapultata a terra, con la guancia dolente come se qualcuno l’avesse schiaffeggiata. Il bell’abito d’organza vermiglia si era strappato.

Come ha fatto? Pensò e, nell’istante in cui formulava quel pensiero, capì che l’unico modo per utilizzare un simile potere era quello di usare un’Aurione. Creatura infida e bandita dalle ere delle Barbarie. Ma come aveva potuto risvegliare una simile conoscenza?

Rabbrividì.

«Allora, che ne pensi?» chiese l’uomo avvicinandosi. «Posso farti mia in qualsiasi momento, e piegare la tua volontà come voglio. Ma preferirei di gran lunga che tu condiscendessi!»

Neja avrebbe voluto ribattere che mai e poi mai avrebbe accettato, ma qualcosa catturò la sua attenzione. Sul pavimento, in un angolo remoto della stanza, qualcosa brillava di un luccicore visibile solo a lei.

Asharee! pensò, mentre una smorfia gioiosa le dipingeva il viso.

Lentamente, si alzò.

«Nime!»

L’uomo la stava già osservando.

«Nime,» ripeté calma, tenendo gli occhi fissi su di lui, «prima voglio lottare!» gridò, alzando di scatto il braccio, ripetendo le formule arcane che Ekatol, suo mentore, le aveva insegnato, e la spada chiamata Asharee balzava nella sua mano come mossa di volontà propria.

Una spada era comparsa anche nella mano di Nime, e le lame si incontrarono fragorosamente mentre lampi vermigli illuminavano la sala buia.

«Non puoi battermi, Neja, lo sai!» gridò, mentre affondava, mentre Neja parava e scartava.

«Lo dici tu!» ringhiò, caricando nuovamente.

Nime rise. La sua risata echeggiò tra gli anditi bui del castello.

Neja s’immobilizzò di colpo. La spada cadde.

Nime stava nuovamente usando la magia.

«Ora vedrai cos’è il dono dell’Aurione!» gridò Nime portando la mano destra avanti e muovendo tutte e cinque le dita come per invitarla ad avvicinarsi.

Neja mosse un passo, poi un altro, del tutto priva di volontà.

«Io conquisterò Ancyria!» tuonò Nime, aprendo le braccia.

«No…» mormorò Neja.

La spada brillò.

Deve esserci qualcosa che posso fare!

Sentiva la presenza di Modok dietro di lei. La spada sembrava vivere di vita propria.

Allora capì.

Le sue labbra si contorsero in una smorfia.

Modok avrebbe lottato per lei, ancora una volta, e per l’ultima volta.

January 17

Oracolo - incipt del racconto arrivato 3 al sentiero dei draghi

Era chiamata “Stir Malleris” come l’antico maniero che un tempo era esistito sulla collina, ed era la festa di mezza estate: la festa della proliferazione del raccolto e della nascita dei nuovi amori, almeno così dicevano i vecchi che si tramandavano la leggenda di generazione in generazione.

Grazie a loro, la magia della festa rimaneva inalterata e, dopo le danze rituali sempre più coppie si appartavano nei boschi poco lontano. Si diceva che i bambini concepiti quella notte ereditassero la magia insita nella notte stessa e diventassero maghi, detentori di quel potere meraviglioso e terribile bramato da molti, come quello che io possedevo. Sono figlio di quella festa, ed ero il più grande oracolo di Velarium, legato da un profondo voto agli dei.

Era la mia trentaduesima festa di Stir Malleris, quell’anno, e sarei stato sveglio gran parte della notte, non per me o per sollazzare i miei istinti, ma per Shaya che osservava trepidante al mio fianco i preparativi.

La ventunenne reggente di Velarium scalpitava come un branco di cavalli selvaggi. Sebbene il peso di un regno da governare sembrasse aver temprato di gran lunga il suo carattere, bastava una semplice festa per ridestare la bambina insita in lei.

Io ero il suo consigliere, suo fidato amico, suo protettore. Almeno finché non arrivò la festa e con lei, i rappresentanti dell’estremo nord del dominio di Amidyos.

Ricordo ancora la morsa allo stomaco che provai quando il mio sguardo incontrò quello di Emafel, l’erede legittima del dominio. La sua bellezza non aveva eguali: i capelli biondi scendevano sciolti sulle spalle contornando un viso bianco come il latte e due occhi di smeraldo brillavano come incastonati su di un diadema. Il bel corpo era nascosto di strati di taffettà dorato, ma era esile e flessuoso come un giunco.

Con mio sommo stupore, mi accorsi di pensare a lei sempre più spesso.

Lei se ne accorse, ovviamente, e ancora più grande fu il mio sbalordimento quando notai che i miei sguardi erano ricambiati.

Così, quando venne finalmente la festa di mezza estate, tra i fuochi della radura e le stelle brillanti nel cielo, fui libero per la prima di volta di sacrificare quella virilità che sapevo appartenere agli dei e che gli dei mi avrebbero reso a caro prezzo.

Finalmente scoprii cosa significava dare amore, e riceverne a mia volta.

 

January 09

Il dono dell'Aurione - proemio -

Alzai lo sguardo all’improvviso.

Lei era davanti a me, e mi fissava. Non era più la donna con cui avevo lottato, un macabro veicolo per la conduzione delle energie, ma una leggiadra fanciulla nei cui occhi traspariva solo il mio volto.

Mi persi in quegli occhi e, mentre lei cadeva al suolo, caddi anch’io e mi sentii trascinare in un vortice senza fine di grandezza simile a quella dell’universo.

Divenni padrone di ogni conoscenza, varcai i misteri dell’ignoto e i confini dell’impossibile. Ogni domanda aveva una risposta, ogni cerchio veniva chiuso.

Per un tempo che mi parve infinito vagai alla deriva in quell’oceano di sapere, finché non mi risvegliai assetato e tremante. Il mio corpo stava cavalcando un’onda e quell’onda era Ayli, la mia cavalla, e dietro di me, la presa forte di Elaine mi sorreggeva.

«Donal!» aveva esclamato, e in quell’attimo il suo sorriso divenne la cosa più bella che io avessi mai visto.

Gwydion ci raggiunse subito dopo.

Nel turbinio di pensieri che mi affollavano la mente, non riuscii nemmeno a chiedere loro il motivo di una cavalcata così repentina. Eppure, la mia mente capiva, anche senza bisogno di chiedere, che l’avevano fatto per me, per risvegliarmi dal torpore profondo in cui ero caduto.

Scesi da cavallo. Sentivo il mio volto bruciare.

Lentamente, specchiai la mia immagine nell’iride scura di Ayli.

E in quel momento, seppi di essere vivo.

 

January 02

L'ultima profezia, proemio

 “La tempesta si stava abbattendo su Vejiis e fredde gocce di pioggia vorticavano tra le fenditure sottili della roccia sulla quale, immoto come un drago addormentato, giaceva il maniero di pietra grigia.

Galad galoppava da qualche tempo con gli abiti inzuppati di pioggia e la lunga chioma scura che ondeggiava al vento. A un occhio inesperto poteva sembrare che tenesse un braccio nascosto tra le pieghe del mantello per proteggersi dal freddo pungente e in pochi avrebbero intuito che stesse custodendo un ben più importante tesoro. Un tesoro che in futuro avrebbe condizionato i passi di tutto un popolo.

Lui, mago del Consiglio, in quella gelida notte altri non era stato che lo strumento di una volontà superiore. Lo aveva letto nelle stelle, udito nel sibilo del vento: da quella notte sferzata dalla bufera, sarebbe venuta una bambina, ultima della sua stirpe, ultima speranza per Ancyria.”

 

 

December 08

GUESTBOOK

BENVENUTO!
 
Sono lieta  che  tu  sia entrato nel mio piccolo mondo,
 
la magica terra di Ancyria.
 
 
Se vuoi, lascia un segno del tuo passaggio
 
in questi sentieri,
 
dove si è incrociato il nostro cammino.
 
Chiara
December 06

AGGIORNAMENTO

Lo ammetto: i miei amici mi hanno cicchettata perché non aggiorno il blog.
Così scrivo questa pagina di diario cominciando con una richiesta di aiuto: Elaine ha venduto una settantina di copie in zona Reggio Emilia, e volendo espandere un po' più il campo di azione, si mira a trovare librerie fantasy in giro per l'Italia. Chi ne conosce o vede nella propria libreria di fiducia una sezione fantasy può comunicarmelo qua, o per e-mail.  Mi fareste un grandissimo piacere.
 
A breve, vi aggiornerò sulle date delle presentazioni.
 
Un abbraccio,
Chiara
November 16

UP in uscita il 20 Novembre 2006

L' ULTIMA PROFEZIA USCIRA' IL 20 NOVEMBRE, E'UFFICIALE!
 
EMOSSIONEEEE....
November 10

Quarta di copertina

Sono trascorsi venti anni da quando Nime, il Mago Oscuro, con un colpo di stato ha rovesciato la reggenza dell’arcimaga Amelia proclamandosi sovrano assoluto di tutto il continente di Ancyria. Da quella tragica notte che vede la caduta degli arcimaghi, viene tratta in salvo Elaine, figlia legittima di Amelia e sua erede, che si troverà ben presto coinvolta nei grandi eventi del suo tempo. In un mondo leggendario e arcano, dominato dall’epica lotta tra il bene e il male, tra oscuri manieri, templi in rovina, e divinità dimenticate, Elaine dovrà fare i conti con una dote affascinante e al contempo terribile insita in lei: la magia